TENDINI E LEGAMENTI

I tendini e i legamenti sono bande fibrose di tessuto connettivo (collagene di tipo I) deputate allo svolgimento di azioni stabilizzanti, garantendo e/o migliorando il movimento.


La principale differenza è che:
– i tendini collegano i muscoli alle ossa;
– i legamenti collegano ossa ad altre ossa.

Image credits: Henry Gray (1918) “Anatomy of the Human Body”

Le lesioni tendinee (o tendinopatie) accadono quando i tendini vengono sovraccaricati fino ad arrivare a una o più rotture delle fibre.

Per questo motivo sono gli sportivi e gli atleti professionisti a essere maggiormente esposti alle infiammazioni e alle lesioni tendinee, così come coloro che svolgono un’attività lavorativa che prevede una ripetizione di movimenti e/o l’utilizzo di strumenti di lavoro che sovraccaricano (ad esempio il martello pneumatico).

Non bisogna dimenticare però che alcune malattie sistemiche (come, ad esempio, il diabete) possono compromettere la composizione e la funzionalità dei tendini.


Quando si ha una lesione tendinea i sintomi tipici sono: dolore, gonfiore, senso di rigidità, tumefazione, calore nell’area infiammata, movimento limitato.


Le lesioni legamentose sono principalmente dovute al fatto che i legamenti sono strutture molto resistenti, ma poco elastiche. Solitamente, le lesioni si verificano a seguito di distorsioni e lussazioni, quando l’articolazione viene sollecitata oltre il normale limite di movimento o secondo piani diversi da quelli fisiologici (come nel caso di ginocchio, spalla e caviglia).

Se il trauma che ha causato la lesione legamentosa è di tipo distorsivo e di media o grave entità, il soggetto lamenterà dolore, che sarà evocabile con la palpazione. L’articolazione inizierà a gonfiarsi a causa del versamento intrarticolare o dello stravaso emorragico extrarticolare, e si potrà percepire una sensazione di lassità e instabilità nel caso in cui la lesione legamentosa sia completa.

Se invece la lesione è dovuta a una lussazione, il dolore sarà accompagnato da un atteggiamento di difesa dell’arto, con impossibilità quasi totale di eseguire qualsiasi tipo di movimento, sia attivo che passivo.


Sia in caso di lesioni tendinee che legamentose, una diagnosi precoce è fondamentale: il medico, attraverso un esame obiettivo e i test strumentali, effettua la diagnosi e prescrive l’eventuale utilizzo di farmaci antinfiammatori e di ghiaccio. La chirurgia è riservata solo nei casi più gravi, ma in ogni caso è indispensabile iniziare un percorso fisioterapico personalizzato.

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