MORBO DI DE QUERVAIN

Il Morbo di De Quervain è un’infiammazione delle guaine che avvolgono i tendini (soprattutto dell’abduttore lungo del pollice e dell’estensore breve del pollice). Le guaine si gonfiano, occupano inevitabilmente più spazio e generano compressione e attrito contro la parte ossea dello stiloide radiale (ultima parte del radio verso il polso) e contro il retinacolo degli estensori del polso (cioè la rete che tiene in posizione gli estensori del polso). Questo porta ad un’infiammazione del polso continuativa e cronica.

È caratterizzato da un dolore localizzato nella parte esterna del polso, cioè dove si trovano le strutture che muovono il pollice in estensione e in abduzione. Quest’ultimo è il movimento che permette l’allontanamento del pollice dalle altre dita. Si ha anche impotenza funzionale, cioè impossibilità di compiere i movimenti articolari e attività quotidiane, e irradiazione del dolore al polso e a volte all’avanbraccio.

Questa situazione patologica può sopraggiungere in caso di alterazioni della consistenza dei tendini e delle guaine, di alterazioni di natura ormonale (come ad esempio in gravidanza), di posture ripetute e di microtraumi continuativi o in casa di traumi netti al polso. Il morbo colpisce maggiormente le donne rispetto agli uomini, con una prevalenza dell’1,3% nel sesso femminile rispetto allo 0,5% nel sesso maschile.

Il Test di Finkelstein permette di individuare clinicamente la presenza del Morbo di De Quervain: si flette il pollice all’interno della mano, si chiudono a pugno le altre dita intorno al pollice e si esegue una deviazione ulnare (si sposta il polso nella direzione del mignolo).

Dopo la diagnosi medica clinica, che può essere effettuata con l’ausilio di un’ecografia per valutare lo stato dell’infiammazione, si valuta un’eventuale terapia farmacologica e l’utilizzo di tutori per la fase acuta. L’approccio conservativo sembra essere più risolutivo rispetto a quello chirurgico: esercizi di manipolazione e di mobilità permettono la riduzione dei sintomi della patologia, allentando le tensioni che sovraccaricano l’area del polso. Importante risulta essere anche l’educazione del paziente, che deve ricevere informazioni e consigli per evitare l’aggravarsi della condizione. Bisogna conoscere le attività da evitare per non esacerbare la sintomatologia (ad esempio i movimenti ripetuti del pollice e la deviazione ulnare del polso) e modificare l’esecuzione di alcuni gesti, in modo da avere il polso in posizione neutra e ridurre al massimo gli stress sul distretto interessato.

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